Palio di Asti 2019 – 2020

Storia del Palio di Asti

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Storia del Palio di Asti

Nascita e regolamento delle prime edizioni 

La storia del Palio di Asti racconta di un evento affascinante e molto importante per la città. Il Palio nasce nel momento di massima espansione commerciale, sociale ed economica della città. I primi testi scritti a proposito del Palio risalgono al 1275, quando Giovanni Ventura narra l’episodio di qualche anno prima (1264), tuttavia, in quegli anni il Palio era già consuetudine, quindi si ipotizza che proprio per celebrare la rinascita della città, dopo il rinnovamento economico dell’Europa occidentale verificatosi dopo l’anno 1000, il Palio sia stato organizzato intorno al 1170/1180, un secolo prima degli eventi narrati da Ventura.
Il regolamento della corsa dei cavalli, che si organizzava in concomitanza con i festeggiamenti del santo patrono di Asti, San Secondo, prevedeva:

  • Ammissione alla corsa per tutte le chiese, università e società di Asti
  • Alla corsa potevano partecipare collegi e privati cittadini
  • Iscrizione a pagamento di un cavallo montato da un “paggio”, che non doveva superare i 21 anni di età
  • I paggi potevano equipaggirsi solamente di speroni e frustino  (chimato “sborello”)
  • Il cavallo doveva essere “nudo”, ossia montato a pelo
  • Il paggio cavalcava senza briglie con la possibilità di appendersi solo al crine rigorosamente sciolto

Esistevano controlli molto rigorosi, infatti la sera prima o la mattina stessa della corsa del Palio di Asti, i cavalli e i loro fantini venivano esaminati in Piazza San Secondo, da una commisione scelta. I controlli venivano effettuati affinchè tutto avvenisse secondo regolamento, quindi le caratteristiche del cavallo, età del paggio, misura del frustino e tutto il resto. Inoltre gli stessi controlli venivano effettuati nuovamente prima di cominciare la corsa.

Drappo Palio asti 2016

Come era organizzata la Corsa dei Cavalli?

La fune di partenza (oggi chiamata Canapo) era tenuta in mano da due messi, i partecipanti al Palio si posizionavano davanti alla fune nell’ordine deciso dal sorteggio dei dadi. Nel susseguirsi degli anni si erano stabilite molte regole molto minuziose:

  • Nel caso di partenza “falsa”, la corsa non veniva ripetutaa differenza di come si fa oggi, quindi al trasgressore non potrà ambire ad alcun premio, il “Palio”
  • Se un cavallo dovesse disarcionare il suo cavaliere/fantino, la sua corsa era valida e poteva arrivare anche a vincere la corsa e quindi ricevere il premio
  • Nel caso in cui due cavalli fossero arrivati nello stesso momento al traguardo, essendo impossibile stabilire un vincitore, la gara veniva ripetutata, ma solamente tra i cavalli in ex aequo.

Quando i cavalli posizionati sulla riga di partenza erano fermi ai propri posti, al suono della campana o della tromba, potevano cominciare la corsa.

I premi della corsa

Al termine della corsa, quando veniva decretato il cavallo vincitore, con o senza il suo cavaliere, gli veniva consegnato il Palio per cui si correva la corsa. A differenza degli anni più moderni in cui viene consegnato il palio solamente al vincitore, la corsa del Palio di Asti prevedeva la consegna di premi anche al secondo, terzo e quarto classificato. Infatti al secondo arrivato, veniva consegnata una borsa di monete d’argento, al terzo gli speroni e al quarto classificato del palio, un gallo vivo.

Molto interessanti, alcuni premi consegnati nel corso degli anni agli altri partecipanti alla corsa:

  • 5° classificato: un cespo di insalata
  • 6° classificato: una cipolla
  • 7° classificato: un’acciuga

In alcuni anni la corsa del palio non superava i 5 partecipanti, quindi si cominciò solamente la consegna del premio all’ultimo arrivato, ossia l’acciuga.

Sfilata Asti Palio 2015
Michele Gandolfo - Capitano del Palio di Asti

I cambiamenti nel corso della storia

Intorno al 1800, furono registrati alcuni cambiamenti nella celebrazione del Palio, per esempio, a indire la corsa dei cavalli non era più il sindaco della città, bensì il Maire, membro della Legione d’Onore. Venne variato anche il mese della corsa, infatti, in questo periodo si cominciò a indire il Palio nel mese di Aprile e non più a Maggio.
Bisogna ricordare che l’arrico dei Francesi in Piemonte apportò anche molti cambiamenti nella programmazione e regolamentazione del Palio. Nel 1802, venne stabilito che oltre all’ambito Palio, al primo classificato venisse assegnata una consistente somma di denaro, e così anche al 2° e 3° classificato. Oltre ai soliti premi, il primo riceveva 300 lire, il secondo 200 lire e al terzo spettavano 100 lire, i francesi variarono nel 1804, l’assegnazione dei premi monetari, non più in lire, bensì in franchi.
Lo strappo maggiore nei confronti della tradizione del palio di Asti, consistette nella contaminazione fra le cerimonie legate al Palio e le esigenze della propaganda fascista. In questi anni, il consiglio del Palio, si sentì in dovere di sospendere la corsa, pur di non dover sottostare alle imposizioni dettate dal nuovo impero.

 

Il Palio durante e dopo la guerra

 

Durante la guerra è stato inevitabile sospendere la corsa del Palio che si celebrava in Primavera. L’occasione per la ripresa del Palio di Asti venne ritrovata nelle concomitanti celebrazioni per i mille anni del marchesato di Monferrato e delle commemorazioni dell’ottavo centenario di Pontida e della Lega Lombarda. Così la corsa ritrovò il suo legame con il Medioevo,  periodo in cui naque il Palio di Asti e alla tradizione medievale cui sarebbe rimasta fedele negli anni successivi, fino ai giorni nostri.

L’ultimo cambiamento importante apportato al Palio fu lo spostamento della corsa al mese di Settembre, proprio per celebrare un periodo di una serie di manifestazioni intese a illustrare e proporre ai visitatori i prodotti dell’enogastronomia e non solo, che il territorio astigiano vanta ancora oggi.

Elemento portante delle celebrazioni di Settembre fu ed è ancora oggi, la Douja d’Or, Salone nazionale dei Vini Selezionati che dura dieci giorni durante i quali si svolge anche il Festival delle Sagre, grande rassegna della cucina contadina, anche essa, come il Palio, caratterizzata da una sfilata in costume tradizionale.

Il Palio oggi

Nonostante la corsa del Palio di Asti sia stata spostata nel mese di Settembre, l’organizzazione e i preparativi cominciano in Primavera, in concomitanza con i festeggiamenti di San Secondo. Infatti proprio durante questi giorni si effettuano i giuramenti dei rettori e del capitano del Palio oltre alla stima dei drappi. Il giuramento, pronunciato solennemente in pubblico dai magistrati del Palio, è una promessa di impegno al rispetto delle regole e dello statuto della corsa. Durante il resto dell’anno molti eventi sono dedicati all’imminente arrivo del Palio, come il palio degli sbandieratori o Paliotto e feste medievali.